Agriturismo Pompei "Il Castagno"

Agriturismo Pompei     AGRITURISMO IL CASTAGNO di Fusco Isabella via radicosa 39 c 80051 Agerola (Na) Italy tel/fax 0039 0818025164 p.iva 07044911217  cf FSCSLL73M69C129D REA: NA 857529 pec: ilcastagno@arubapec.it   PRIVACY POLICY

 

Agriturismo Pompei

 

                     

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Benvenuti nel sito ufficiale de Il Castagno, Agriturismo Pompei.

Informazioni generali: Pompèi, comune della Campania (prov. Napoli), a 12 m d'alt. alle falde meridionali del Vesuvio, a 25 km da Napoli; 12,41 km²; 26.241 ab. (Pompeiani). Sede vescovile (prelatura). Centro religioso e turistico, Pompei vive essenzialmente dell'apporto dei pellegrini e dei turisti, richiamati dal santuario, meta di foltissimi pellegrinaggi (in particolare in maggio e ottobre), dal fascino dell'antica città dissepolta e dalla fonte idrotermale (acqua fredda bicarbonatoalcalina). Oltre all'industria turistico-alberghiera, attive sono a Pompei l'industria tessile (confezioni), cartaria, poligrafica, alimentare (biscotti, paste alimentari), della fabbricazione di oggetti sacri e oggettini- ricordo, la manifattura di tabacchi. Il territorio circostante, bonificato, produce ortaggi, uva, frutta, tabacco. — In frazione Pompei Scavi (16 m d'alt.; 644 ab.), annuali manifestazioni artistiche e spettacoli classici, durante la stagione estiva, nel Teatro Grande.

La città moderna si sviluppò con il nome di Valle di Pompei (nella piana allora paludosa e malsana, infestata dai briganti e abbandonata alle rovine) presso l'antica città distrutta dal Vesuvio, attorno al santuario fondato l'8 maggio 1876 dal servo di Dio avvocato Bartolo Longo, per custodire la venerata immagine della Madonna del Rosario. Collegati al santuario, terminato nel 1891, ampliato nel 1933-1939, sono vari istituti assistenziali (ospizi, orfanotrofi, ecc.). Per l'osservazione scientifica dell'attività del Vesuvio, sorgono a Pompei l'osservatorio geodinamico e l'importante osservatorio vesuviano.

— St. Fondata dagli Osci in una posizione di notevole importanza strategica e commerciale presso la foce del Sarno, Pompei subì ben presto l'influsso delle colonie elleniche disseminate lungo la costa e, probabilmente, cadde sotto il dominio di Cuma, alla quale la tolsero gli Etruschi, che però a loro volta, verosimilmente, la persero dopo la sconfitta del 474 a.C. Verso la fine del V sec. a.C. fu infine occupata dai Sanniti. Attraversò quindi un lungo periodo di grande prosperità, grazie allo sviluppo dell'agricoltura, del commercio e dell'artigianato; dal punto di vista artistico e culturale fu, via via nel tempo, sempre più aperta agli influssi dell'ellenismo. Partecipò attivamente alla guerra sociale, durante la quale fu assediata da Silla e ottenne anch'essa la cittadinanza romana al termine del conflitto, ma nell'80 fu costretta ad accogliere una colonia di veterani guidata da Publio Cornelio Silla (Colonia Veneria Cornelia Pompeianorum). Il processo di romanizzazione, svoltosi fino ad allora in misura limitata, divenne assai più rapido e vasto, senza peraltro distruggere del tutto i caratteri italici della città, la cui popolazione indigena, dopo i contrasti iniziali, visse in buona armonia accanto ai coloni romani. Il 5 febbraio, del 63 d.C. Pompei, che contava allora 20.000 ab. circa, fu devastata da un terremoto e non era ancora stata completamente ricostruita quando, il 24 agosto del 79, fu improvvisamente distrutta da un'eruzione del Vesuvio, che la seppellì sotto uno spesso strato di ceneri e di lapilli. Al momento della catastrofe nella quale perirono assai più dei 2.000 ab. i cui resti sono venuti alla luce durante gli scavi, Pompei presentava i caratteri di una città intensamente commerciale, la cui florida economia si basava sia sulla produzione agricola (grano, olio, vino), sia su quella industriale, sia sugli attivi traffici marittimi.

— Archeol. La città dissepolta di Pompei costituisce uno dei centri archeologici più famosi e suggestivi dell'antichità, offrendo un'eccezionale documentazione della vita di un centro romano in piena fioritura al momento della catastrofe e rimasto immutato attraverso i secoli sotto la coltre di ceneri e lapilli della più famosa tra le eruzioni del Vesuvio, quella del 79 d.C.

La città sorgeva infatti su un terrazzamento lavico di età remota, prospiciente la piana del Sarno, sul cui estuario è stato identificato lo scalo marittimo della zona. È probabile però che il porto e il litorale fossero anticamente più vicini alla città. I tre giorni del cataclisma fecero depositare su Pompei materiali eruttivi per uno spessore di 4 m circa, in cui appaiono riconoscibili uno strato inferiore di lapilli e uno superiore di cenere mista ad acqua, che provocò i crolli delle coperture e la parziale colmata degli interni.

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